UN NATALE FUORI STAGIONE.

Non era Natale.

Lei non era la Madonna. Lui non era s. Giuseppe.

Anche se la stalla era vera come quella di Betlemme: con la mangiatoia, gli animali, il fieno e gli odori. Ma quando venne alla luce una bambina in quella stalla di largo valle il Natale scoppiò davvero.

Nessun angelo svegliò i pastori assonnati, ma la voce fece veloce il giro del paese e fu subito un accorrere di persone a prestare aiuto; portavano doni, cioè cose necessarie. Perché in quella stalla non c’era nulla di quanto occorre per assistere una puerpera e una bimba appena nata. In prima fila le donne, le mamme con la loro comprensione e partecipazione naturale in simili eventi.

Lei non era la Madonna. Lui non era s. Giuseppe.

Nella mangiatoia a vagire era una bimba. Ma fu un vero Natale. Un vero presepio vissuto. Lei si chiamava Linda. Veniva da campo. Era una donna minuta. I capelli neri, disordinati, le cadevano sul volto a nascondere due gote rubiconde che trasudavano vino. Infatti la chiamavano tutti “la linda ciuchèra”, viveva da barbona: senza lavoro, senza casa, libera. Dormiva dove le capitava: quella stalla era uno dei suoi rifugi, forse il migliore, perché anche riscaldato dal fiato delle mucche. Ma aveva una compagnia. Un uomo alto, magro e secco. I testimoni non ricordano il suo vero nome: lo chiamavano “el Legnet”. Era forestiero, arrivato qui come scaricatore di gondole. Tutte le merci allora, siamo negli anni trenta, arrivavano via lago: legna, carbone, sassi, farina, cemento sale, pasta. Il Legnet correva dove lo chiamavano e si guadagnava la vita e il bere per sé e per la sua Linda. Perché la Linda e il Legnet si facevano compagnia: nei momenti di lucidità si amavano. Anche lui non aveva casa. Dormiva nelle barche o nelle darsene quando erano asciutte: solitamente in un cassone. A quel tempo ogni imbarcadero era dotato di un carretto a due ruote per carico e scarico delle merci e di un grande cassone di legno che custodiva attrezzi per il pontile e merci in partenza o deposito provvisorio. Il coperchio era foderato in lamiera a protezione della pioggia per il Legnet era una buona cuccia e l’usava spesso.

Loro due si amavano e si picchiavano, ma non per raffinatezza erotica. Si picchiavano quando insieme passavano la misura del bere. Smaltita la sbornia era tutto dimenticato e tornavano ad amarsi e a circolare insieme. La gente diceva: “guarda la Linda e il Legnet! Ieri si sono accoppati di botte e oggi sono ancora insieme”. Fu così che la Linda rimase incinta, era vicina alla quarantina, e partorì una bimba nella stalla in largo valle di proprietà del Martan. I testimoni non ricordano come finì la storia. La bimba fu sottratta alla madre e affidata a un istituto non si sa dove, forse subito, o forse vennero dapprima i parenti della Linda a riportarsela a casa. Nei registri di battesimo di Mezzegra non risulta il battesimo della bimba. Anche del Legnet non si sa che fine abbia fatto. Si sa per certo che quel giorno fu un vero Natale ricordato e raccontato per un pezzo.

Lei non era la Madonna. Lui non era san Giuseppe.

Ma Gesù Bambino in quella stalla c’era davvero, eccome! E’ stato lui stesso a rivelarlo quando disse: «tutto quello che avete fatto a uno di questi bisognosi lo avete fatto a me».

Don Luigi Barindelli

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